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CHI SONO

Mi chiamo Maria Grottola e sono la guida turistica “storica” di Mottola, autorizzata alla professione dalla Regione Puglia ai sensi della L.R. 25 maggio 2012 n. 13. (metti foto tesserino e foto attestato)

Accompagno visitatori dal 2002 con grande passione, anche in lingua inglese.

“Un nome un destino”, poiché lavoro prevalentemente fra le grotte ☺… (metti foto tue tra le grotte)

Una volta mi definivo scherzosamente la “Vanna Marchi delle guide turistiche pugliesi”, nel senso più innocente della definizione, s’intende, dal momento che mi piace comunicare al vasto pubblico di utenti, variamente assortiti, che mi si presenta, con l’enfasi genuina che mi scaturisce dal cuore. (foto e anche link apuliatrek.myblog.it)
Un mio collega tedesco – bontà sua – mi ha definita “il Folletto che conosce tutti i Santi delle chiese rupestri più nascoste”.

Tra gli itinerari proposti, tutti “alternativi e ammalianti”, quello che caratterizza Mottola, e che certamente “resta nel cuore” dei visitatori, è quello delle mirabili “Grotte di Dio”, per il quale la città è conosciuta, da sempre a livello accademico e, dalla fine degli anni ’90, per il lancio ufficiale dei servizi turistici comunali. Lo slogan “le Grotte di Dio” si ispirava al titolo di un articolo, datato 1987, tratto dalla rivista “Bell’Italia” e dedicato alle nostre chiese rupestri più belle. Ritenuto piuttosto accattivante, fu adottato per promuoverle turisticamente. Ho aggiunto anche degli itinerari “sfiziosi”, riguardanti deliziosi comuni vicini, piccole “perle” facenti parte di quell’”Anello d’oro” della Puglia – come direbbero i russi a suon di marketing territoriale – che è il Parco Regionale della Terra delle Gravine. Queste località sono da considerare, nel loro insieme e a ragione, parti dello stesso comprensorio territoriale dell’Habitat Rupestre, in cui spicca per notorietà la più “fortunata” Matera, già sito Unesco e città capitale europea della cultura del 2019.

Una lunga esperienza lavorativa mi ha insegnato che moltissimi turisti, scegliendo la destinazione Puglia, vengono quasi obbligatoriamente “dirottati” verso le mete classiche del turismo pugliese, pur desiderando fortemente visitare anche qualcosa di nuovo, alternativo e straordinariamente affascinante e insolito, nascosto alla massa dei visitatori. Gli itinerari rupestri qui proposti hanno proprio l’obbiettivo di conquistare i nostri ospiti, grazie ad un’emozionante “immersione” nella storia, nell’architettura e nell’arte del medioevo “alla maniera di Bisanzio”.
Nel comprensorio dell’habitat rupestre, come è noto, il paesaggio che caratterizza, da un punto di vista architettonico, è quello degli insediamenti rupestri: villaggi e chiese rupestri medioevali scavati nella roccia tufacea, ipogei o sotterranei per l’appunto, incastonati in depressioni carsiche naturali quali gravine e lame. A Mottola, definita dalla rivista “Qui Touring” del Touring Club Italiano nel 2009 “la ciliegina sulla torta” dell’habitat rupestre jonico, le chiese risultano straordinariamente affrescate e ben conservate, e sono state restaurate nel 2008-2009 dalla Sovrintendenza. Si tratta di un’ architettura “in negativo”, realizzata per sottrazione, anziché per addizione di materiale. L’insolito fenomeno urbanistico, che ci accomuna ad altre zone dell’area mediterranea – dalla Tunisia alla Turchia, solo per fare qualche esempio – è stato descritto come “neo-trogloditismo” (trogloditismo= modalità di vivere in grotta, senza alcuna accezione negativa).

La visita ai villaggi e alle chiese si svolge in una splendida cornice naturalistica di macchia mediterranea, tra odorose erbette officinali, flora e fauna tipicamente rupicole.

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Le quattro chiese rupestri mottolesi più importanti – chiesa di San Nicola, chiesa di Santa Margherita, chiesa di Sant’Angelo e chiesa di San Gregorio – sono state consacrate al rito ortodosso, nel 2002, dal metropolita russo che svolge le sue funzioni a Bari e, da allora, sono diventate meta di pellegrinaggio da parte di religiosi ortodossi: qui essi pregano e talvolta celebrano piccole funzioni religiose.