In questa sezione vi proponiamo di scoprire insieme la magia della civiltà rupestre dell’imponente gravina di Petruscio, tra le più grandiose dell’intero arco jonico e L’antico villaggio rupestre di Casalrotto.
La gravina di Petruscio offre uno spettacolo unico, con oltre un centinaio di case-grotta, scavate nella roccia friabile dei due spalti, a formare una serie di “grattacieli” rupestri. Tra i suoi anfratti si snoda un meraviglioso percorso archeologico-naturalistico ricco di specie della macchia mediterranea tipiche dell’areale pugliese.
L’antico villaggio rupestre di Casalrotto conta circa un centinaio di case-grotta, scavate sulle fiancate di una lama, nei pressi dell’omonima Masseria settecentesca. Qui insistono pure la chiesa rupestre di Sant’Angelo – unicum tra le chiese rupestri perché scavata su due piani – e una vasta necropoli basso-medioevale, oltre che un probabile monastero italo-greco. Forse di derivazione già longobarda, il casale bizantino passò ai Normanni. Essi lo donarono quindi all’Abbazia della SS. Trinità di Cava dei Tirreni, da cui giunsero, per abitarvi stabilmente, numerosi monaci benedettini cluniacensi. Nel ‘600 il Casale fu venduto dai monaci di Cava ai Duchi Caracciolo-De’ Sangro e, da questi ultimi, agli attuali proprietari, che qui gestiscono un’azienda agricola.
