Per secoli, dal Medioevo a qualche decennio dopo l’Unità d’Italia, essa è stata la Piazza Grande di Mottola, ospitando i principali edifici pubblici e privati della città nonché i suoi commerci e le mercanzie, e rappresentando, soprattutto in epoca moderna, il cuore pulsante della intera comunità.
Anche se in epoca volgare le prime notizie documentate su un centro urbano posto sulla collina risalgono all’VIII secolo (diploma del principe longobardo Arechi II del 774), quasi sicuramente essa nasce qualche decennio dopo l’anno Mille, con l’incastellamento della città ad opera dei Bizantini nel 1023. A partire dall’XI secolo la Piazza, insieme al Castello ed alla Cattedrale, costituisce il polo o l’area dei servizi pubblici della città fortificata da mura, secondo il ricorrente schema urbanistico dell’epoca.
Un “Apprezzo” (ovvero una descrizione del feudo mottolese) del 1653 descrive brevemente la Piazza con le sue poche botteghe (il XVII secolo rappresenta uno dei periodi di maggiore crisi demografica e politica della città), posta subito dopo l’ingresso fortificato meridionale della città, la cosiddetta Porta Vecchia situata all’incirca all’altezza dell’angolo sud-ovest della attuale banchina, che crollò nel 1818 durante un terremoto insieme a parte delle mura medievali ed all’antico stemma in pietra di Mottola, andato distrutto.
Più tardi ai margini della Piazza vennero costruite residenze private come Palazzo De’ Notaristefano (XVIII secolo) ed edifici pubblici, come la Torre dell’Orologio (XVII secolo) ed il Municipio (XVIII secolo), che ha svolto la sua funzione di sede del governo della città sino alla fine dell’Ottocento.
Dopo aver ospitato nel 1799 l'”albero della libertà” eretto dai giacobini mottolesi, ed aver accolto nel 1860 la folla festante che plaudeva al Plebiscito della nuova Nazione unitaria (da cui prende il nome), a partire dal 1887, con la costruzione nell’area dell’Orto del Vescovo del nuovo Palazzo Municipale e la realizzazione della attuale Piazza XX Settembre, vide ridimensionato il suo ruolo, e mantenne la sua antica importanza soprattutto come “palestra musicale” per la celebrazione del sempiterno rito del Concerto Bandistico.
A partire dalla metà dell’Ottocento, la musica degli ottoni ha rappresentato infatti una delle più importanti espressioni culturali di massa del popolo mottolese, da sempre fiero sostenitore del proprio Concerto Bandistico e raffinato critico della musica sinfonica e lirica eseguita dalle bande da giro. Così, nei primi decenni del Novecento la Piazza fu addirittura attrezzata con una Cassa Armonica costruita interamente in pietra, che venne demolita solo nel 1953. Ancora oggi Piazza Plebiscito è la sede obbligata di tutte le principali manifestazioni di musica bandistica che si svolgono in città, ospitando concerti il 12 e 13 ottobre, festa della Vergine del Rosario, co-protettrice della Città, il 16 luglio, ricorrenza della Madonna del Carmelo, e in tutte le altre feste religiose che si svolgono in città.
L’attuale sistemazione ed alberatura della Piazza risale ai primi decenni del ‘900. Nel 1931, presso il suo vertice di sud-ovest e di fronte alla Cappella della Madonna del Rosario, venne posta una fontana monumentale, donata alla città dalla ditta Fanelli di Castellana Grotte, appaltatrice dei lavori di sistemazione della rete urbana dell’Acquedotto Pugliese.
Su Piazza Plebiscito, infine, si affacciano alcuni dei principali accessi al quartiere del Centro Antico, la cosiddetta Schiavonia, che ricomprende l’intera area della città fortificata d’epoca medievale e moderna. Il toponimo deriva da quello di un antico pittagio, ovvero uno dei rioni della città seicentesca e settecentesca che doveva ospitare residenti di origine balcanica, ed è oggi usato correntemente dalla popolazione per denominare l’intero Centro Antico.
Piazza plebiscito
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